Ritorno di cagi - Racconti plebei - FemDom il Regno

 
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Ritorno

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Intorno a me c’è il buio, l’unica luce che vedo è una lama di luce che proviene da sotto la porta di ingresso. 

Il parquet e ´duro, le ginocchia cominciano a farmi male, la fronte invece e ‘più resistente non mi fa male sebbene sia sul pavimento da più di tre ore anche le braccia giunte dietro la schiena pensavo avrebbero ceduto. 

Sei uscita per aperitivo e cena intorno alle sette, il sole è tramontato e sono al buio da ore. Il mio sguardo è rivolto alla luce sotto la porta sperando nel Tuo ritorno. 

Sento il rumore dei tacchi e la Tua ombra che copre la luce, la chiave gira nella porta, la apri e cammini verso di mare mentre ammiro con gli occhi lucidi di gioia lo smalto scintillante sulle unghie dei Tuoi piedi. 

Il Tuo sguardo mi copre nella penombra: sono nudo, prostrato a terra, in ginocchio, con le mani giunte dietro la schiena e la fronte a terra. 

Mi porgi il tuo piede sinistro, sollevo lentamente la testa e ci poggio sopra le mie labbra tremanti e calde per l’emozione. Ritrai il piede e me lo metti sulla nuca, lo premi un po´e accendi la luce per guardarmi. 

“Bravo, vedo che non ti sei mosso da quando sono uscita, adesso seguimi”. 

Cammini imperiosa verso la tua stanza, io ti seguo muovendomi a quattro zampe, Ti siedi sul letto. 

“Toglimi i sandali!”. 

Mi avvicino a Te e con la bocca sfilo con infinita attenzione la fibbia dei tuoi sandali e Te li sfilo delicatamente li prendo in bocca e resto in attesa. 

“Portali nella scarpiera e poi torna qui con le pantofole” 

Mi avvio verso il corridoio sgambettando a quattro zampe. 

“Dovresti scodinzolare di più con le mie scarpe in bocca” 

Inizio ad agitare le mie natiche furiosamente mentre sento la Tua ridata cristallina. Torno da te riportandoti le ciabatte e le poso davanti al Tuo letto. Le indossi e io bacio la terra dove tenevi i Tuoi piedi. 

“Adesso alzati e aiutami a spogliarmi” 

 

Ti aiuto a toglierti la camicia e la gonna e ti ammiro con la salivazione azzerata e una eccitazione che mi confonde. Ti aiuto a indossare la Tua sottoveste con la mia erezione che inizia a fremere mentre Tu mi guardi compiaciuta. 

 

“Sei contento di vedermi, bravo. Ma stasera credo che resterai all’asciutto. Non credo sia una problema visto che sei abituato: l’ultima volta che sei venuto è stata due settimane fa”. 

Il mio sguardo si blocca mentre prendo i vestiti li piego e li ripongo. 

“Adesso ho sonno, portami la mia tisana e poi vai a nanna” 

Vado in cucina, preparo la tisana, te la porto sul comodino e poi mi rannicchio in un angolo del Tuo letto mentre fingo di dormire ma ti ammiro mentre dormi. 

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