IL CLUB DEI SOTTOMESSI di lorenzoviani - Racconti plebei - FemDom il Regno

 
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IL CLUB DEI SOTTOMESSI

FemDom


L' idea di Fabrizio, in tempi in cui internet ancora non si conosceva, era stata quella di trovare altri uomini simili, "colleghi" che vivevano in modo più o meno segreto la stessa Passione : il Femdom. Uomini che bramavano la possibilità di conoscere Donne dominanti, alla quali ubbidire e ai cui piedi strisciare, sperando magari di realizzare quello che allora sembrava davvero solo un sogno o una strana fantasia :  trovare una Padrona alla quale sottomettersi. Tutto questo poteva sembrare bizzarro , ma lui era convinto che l'unione potesse fare la forza e sapere che non si fosse soli ad avere queste fantasie, poteva dare l'occasione per un confronto , uno scambio di esperienze , un modo insomma per non sentirsi dei diversi e per venire allo scoperto. Il sistema per trovare altri colleghi era stato abbastanza semplice. Facebook e i siti a tema ancora non esistevano, ma nei giornali di annunci , la sezione " incontri per adulti" non mancava di inserzioni di uomini che cercavano più o meno apertamente una donna che li dominasse , una Padrona. Cosi Leonardo aveva conosciuto quell'uomo , che aveva molti anni più di lui. E così erano iniziate riunioni in quella mansarda , l'ultimo piano di un condominio, in un quartiere alla periferia della città, che ben si prestava allo scopo. Con timidezza prima, con maggior sicurezza dopo, il gruppetto era cresciuto arrivando a cinque/sei elementi. Si parlava della propria storia, delle proprie rare esperienze, dei propri desideri che nella maggior parte dei casi erano rimasti fino ad allora soltanto sogni nel cassetto. Di quanto non fosse facile parlare con le varie partners (attuali o ex) di questo proprio lato oscuro. Per il timore di non essere capiti, o peggio, essere considerati dei pervertiti, degli squilibrati. Era presente anche Matteo un uomo sposato, amico di Fabrizio, che viveva questo suo lato all'insaputa della moglie. Andare in quel piccolo appartamento una o due volte al mese, rappresentava per quel piccolo gruppo che si era creato , un vero momento di libertà. C'era la possibilità di confrontarsi e Fabrizio metteva a disposizione un ricco archivio di libri, fumetti a tema e tanti film in VHS , a tema Femdom. Fabrizio era convinto che se c'era tanta difficoltà a trovare una corrispondenza in quello che si cercava, la colpa era di maschilismo e patriarcato, che con la complicità delle maggiori religioni monoteiste, avevano relegato le donne ad una posizione subalterna, e a non prendere consapevolezza nella propensione al comando che , sempre secondo lui, era invece innata, in particolare nella sfera erotica e sentimentale e quindi nel rapporto di coppia. Su queste tematiche , venne preso l'impegno di fare un giornalino periodico a tema in ciclostile, con tanto di fotocopie da distribuire a signore che in qualche modo potessero essere interessate agli argomenti trattati negli articoli e corredato anche di qualche disegno ed illustrazione. Insomma, se le "Padrone" non si trovavano, bisognava in qualche modo andarle a cercare mandando questi messaggi, magari per aiutarle a trovare dentro di loro quella consapevolezza che ancora non avevano. In qualche modo si trattava di "diffondere il verbo" , cosa non facile in tempi in cui l'on-line non era presente. Un progetto ambizioso, forse folle, ma di sicuro per loro molto intrigante. A questo scopo, iniziarono ad organizzare delle cene estese a signore, amiche o conoscenti di Fabrizio, con la possibilità anche per gli altri di estendere l'inviti a signore che potevano avere a loro giudizio una buona predisposizione ed una certa apertura mentale. Naturalmente, la serata aveva un chiaro trend. Loro preparavamo la cena, curavano la pulizia della casa e l'apparecchiatura della tavola e naturalmente servivano a tavola, essendo sempre a disposizione delle signore. Ovviamente c'era da parte loro l'attenzione a cercare di captare quanto il gradimento delle signore potesse manifestare anche un maggior interesse a certe dinamiche. Di certo non si andava praticamente mai oltre il servizio, che del resto rappresentava comunque qualcosa di importante e piacevole, ma restava al confine tra il Femdom e una attenzione cavalleresca magari un pò retro' e comunque sempre con una regia tutta  maschile . Dulcis in fundo, c'era l'omaggio del  giornalino alle signore, che rappresentava anche una  speranza che dalle letture, qualcuna di loro leggesse oltre che gli articoli, anche l' interesse e le speranze riposte , affinche' potessero magari sentirsi maggiormente coinvolte in un invito successivo e chissà, che prendessero gusto e piacere ad andare oltre. Nonostante l'aiuto della presenza di una signora amica di Fabrizio, che con lui aveva già sperimentato dinamiche D/s e giocato in privato, i risultati faticavano ad arrivare ! Una sera Fabrizio avviso' tutti che la settimana successiva sarebbero venuti a conoscerli una coppia da Bologna. Un suo amico  , Bettino, un dottore molto conosciuto sulla cinquantina ,  con una signora molto più giovane di lui , che era la sua segretaria ed assistente, ma era anche la sua amante. Erano ovviamente a conoscenza delle loro cene " a tema"  , ed erano interessati a partecipare. Quel venerdi sera fatidico arrivò e dopo il lavoro, Leonardo si precipitò in auto a casa di Fabrizio, dove erano già presenti anche Matteo e Antonio , un ragazzo più giovane , che non arrivava a 30 anni, più o meno coetaneo di Leonardo. Era presente anche Laura, la signora "consapevole" amica di Fabrizio. C'era molta attesa e curiosità per gli ospiti che sarebbero arrivati da Bologna, la serata si prospettava intrigante e la tensione e l'emozione salivano, mentre Leonardo aiutava gli altri colleghi a preparare gli ultimi ritocchi per la cena. La serata calda di fine primavera, aveva permesso di apparecchiare fuori nel terrazzo,  che comunque aveva anche il pregio di mantenersi al riparo da orecchie e sguardi curiosi e indiscreti. Verso le 21.30 suono' il campanello. Come da accordi, i servi piu' giovani , Leonardo ed Antonio , visibilmente emozionati, andarono ad aprire la porta . La coppia era arrivata. Sulla soglia Gabriella , questo il nome della donna poco più che trentenne, si presento' in tutta la sua avvenenza. Piuttosto alta, gonna al ginocchio, sandali con tacchi alti ai piedi , bel volto e capelli corti, squadrò i servi che le si pararono davanti. Leonardo e Antonio si inchinarono per un tentativo di baciamano, ma lei si limito' a portare, con un movimento inequivocabile, il piede destro in avanti. Leonardo e Antonio  non credevano ai loro occhi e in una frazione di secondo erano prostrati , faccia a terra, a rendere omaggio a Gabriella, che dovette apparire loro nella sua intrigante figura,  sia come un angelo che un diavolo. Di sicuro c'era l'opportunità di poter essere pienamente loro stessi senza filtri , essendo Gabriella manifestamente consapevole della propria natura dominante e del proprio carisma. Dopo le presentazioni e i veloci convenevoli, i servi iniziarono a portare in tavola lo spumante per l'aperitivo e un pò alla volta gli antipasti. Ben presto Leonardo si sentì preso di mira dalle " attenzioni " di Gabriella, alla quale non bastava certo essere servita a tavola. Ordino' a Leonardo di andare a prendere la borsa, e di cercare delle comode ciabattine che si era portata . Voleva mettersi comoda e ordino' a Leonardo di andare sotto il tavolo e di toglierle i sandali. Lui era emozionatissimo e sotto lo sguardo attento e un pò invidioso  degli altri sottomessi, provò ad eseguire l'ordine. Ma l'emozione fa brutti scherzi e il cinturino del sandalo oppose più resistenza del previsto alle mani tremanti e malferme di Leonardo. Questo dette l'occasione a Gabriella di riprenderlo e di commentare a voce alta davanti a tutti quanto fosse imbranato per il lungo tempo che ci metteva. Riuscì alfine a compiere quell'operazione e a rialzarsi da sotto il tavolo. Un'umiliazione cocente, che aveva fatto diventare la faccia di Leonardo rosso paonazzo.. Le scuse con la voce bassa e in totale imbarazzo, non fecero altro che aumentare l'umiliazione e a rafforzare il potere già manifesto di Gabriella. Su di lui e sugli altri sottomessi. La cena stavolta non fu come in altre serate passate, l'elemento centrale e unico. Anche se i servi avevano la massima attenzione nei confronti delle due signore, ad esempio riempiendo sempre i bicchieri dell'acqua e del vino e cercando di mantenere una piacevole conversazione.  Finita la cena , gli indugi si ruppero velocemente. La coppia voleva giocare. Bettino era chiaramente diverso dagli altri presenti. Non cosi sottomesso. Era un bell'uomo di mezza eta' , figura autorevole e si capiva che nella vita di tutti i giorni fosse un uomo importante e rispettato. Si percepiva poi, oltre il rapporto di lavoro,  la relazione paritaria tra loro come amanti appunto, con lui sottomesso con Gabriella solo in alcuni frangenti del gioco. E soprattutto, si percepiva che lui godeva nel poter vedere lei dominare gli altri. Si percepiva quindi il lato voyeur di Bettino. Leonardo, Matteo, Antonio, furono in breve ai loro piedi. Lei  saliva sui loro corpi distesi per terra sul pavimento della piccola stanza, mentre intanto si baciavano .Gabriella li calpestava a piedi nudi. E Bettino godeva nel vedere il potere di lei e l'eccitazione che ne derivava. A lei in primis, a lui , a tutti.  Sul divano, la signora Laura fumava la sua sigaretta e intanto teneva sotto i piedi un adorante Fabrizio , usandolo anche come posacenere. Ad un certo punto Gabriella chiese dove era il bagno. Leonardo era ormai la sua vittima preferita. Percepiva in lui una predisposizione reale e sentita alla sottomissione. Lo sentiva puro, veramente schiavo. Lo prese per i capelli , lo costrinse a terra a quattro zampe e cosi come un cane,  lui la segui verso il bagno. Leonardo la temeva, la sentiva davvero dominante e determinata. Non sapeva dove si potesse spingere con lui quella donna, ma la presenza delle altre persone lo rassicurava. E nello stesso tempo, lui credeva di sognare, tutto quello che fino a poco tempo prima sembrava impossibile, stava davvero accadendo in questa serata. Lei gli ordino' di togliersi la camicia e lo fecere sdraiare supino. Leonardo avvertì il freddo delle mattonelle del pavimento.  Da quella posizione posizione lui la ammiro' in tutta la sua bellezza, i bellissimi piedi , le lunghe e ben proporzionate gambe e l'espressione severa e nello stesso tempo compiaciuta del volto. Lei si tolse la gonna e le mutandine e si accovaccio' sulla sua faccia. Il primo getto caldo fu breve. "Apri la bocca" ordino' Gabriella. Fu un altro istante che a Leonardo sembrò una vita. Da un lato la titubanza , per una cosa mai fatta e magari poco igienica, con una semisconosciuta. Vinse subito l'eccitazione, e più che altro la netta percezione di non poter fare già a meno di obbedire a quella donna. Il fiotto successivo arrivò caldo e violento in faccia e in bocca, scivolando nella gola e Leonardo trattenne i conati, bevendo quel liquido agro e amaro . Ma realizzò nello stesso tempo che quel momento sarebbe rimasto impresso per sempre nella sua vita. Si rivestirono e tornarono di la' con Gabriella visibilmente soddisfatta. Nella stanza poi la serata proseguì in crescendo. Gabriella non si accontento' di calpestare i sottomessi. Sul divano , con Bettino in ginocchio davanti a lei, volle Leonardo e Antonio ai propri piedi. Mentre il suo esperto amante le dava piacere con un prolungato e sapiente cunnilingus, i due giovani sottomessi le leccavano i piedi, vincendo ormai ogni residua timidezza. Le bellissime piante, il tallone, in mezzo alle dita. Era una scena a connotati davvero Femdom, anche se loro erano talmente presi in quell'adorazione da non realizzarlo sul momento. Gabriella e il suo piacere  erano il centro e loro erano li per quello. Servivano proprio a quell'unico scopo, a quella priorità. Sull'altro divano intanto la signora Laura giocava in modalita' soft usando sempre Fabrizio. Gabriella arrivo' a raggiungere il suo orgasmo con inequivocabili mugolii di piacere, mentre Leonardo e Antonio non smettevano di adorarle le divine estremità. Ad una certa ora ci furono i saluti, la coppia doveva tornare a Bologna e dalla Toscana li aspettava il viaggio di ritorno. Antonio , Matteo, Fabrizio e Leonardo salutarono Bettino e poi si prostrarono a terra a baciare il piede e a rendere omaggio alla splendida Gabriella. La serata era stata nettamente diversa dalle altre passate, con le signore inconsapevoli. Forse un messaggio , forse il senso di quella serata voleva essere che dominanti si nasce e non si diventa ? Che non tutte le donne nel loro intimo lo sono , come invece sosteneva Fabrizio ? Che occorre una predisposizione naturale? Chissà. Di certo , ancora increduli aiutarono Fabrizio a rimettere a posto la casa e commentarono con soddisfazione l'esito di quella splendida serata che aveva finalmente ripagato con quelle emozioni, i loro sogni e le loro attese. Leonardo torno' a casa nella notte e guidando ripensava a Gabriella . A se e quando avrebbe potuto rivederla. Voleva credere, sperare, che quella donna avesse colto in pieno la sua indole, la sua obbedienza vera ed il suo donarsi sincero e puro. Non avrebbe dimenticato il suo sguardo e la sua voce. Altro che fidanzate con le quali dover reprimere la propria predispozione e i propri istinti, queste erano le emozioni che aveva sempre sognato. La sua speranza era adesso poterla rivedere , per poterla servire ed essere a sua completa disposizione.

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