Tanizaki Jun'ichirou- eros giapponese. di DominaK - Articoli - FemDom il Regno

 
Tanizaki Jun'ichirou- eros giapponese.
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Tanizaki Jun'ichirou- eros giapponese.

Fetish


Tanizaki Jun'ichiro (1886-1965), è un romanzieri giapponese tra i più celebri e significativi del Novecento. In Italia è divenuto famoso per il film “La chiave”, tratto dal suo romanzo omonimo. (Un piccolo capolavoro erotico, interpretato da una strepitosa Stefania Sandrelli).

Fra le passioni dominanti di Tanizaki spicca il suo feticismo per i piedi femminili, tanto che essi sono diventati addirittura protagonisti di alcuni dei suoi romanzi, come nel caso di “I piedi di Fumiko” e “Diario di un vecchio pazzo”.

Nel "Il diario di un vecchio pazzo" (1962), la passione per i piedi arriva all'estremo a tal punto che il protagonista farà incidere l'impronta dei piedi della donna amata sulla sua tomba.

Il romanzo è scritto quasi per intero in forma di diario e riporta la descrizione della vita del sig. Tokusuke, un anziano e benestante giapponese.

Il diario, oltre che da dettagliate descrizioni delle cure e degli esami medici a cui l'anziano è sottoposto, è dominato dalla passione che questo prova per la propria giovane nuora. L'attrazione sessuale verso la giovane donna è connotata da forti elementi di feticismo, tanto che i piedi della donna diventano l'oggetto di desiderio prevalente dell'anziano e ormai impotente suocero.

Al vecchio rimane il tempo di chiedere, così come fa il condannato con l'ultimo desiderio che sulla tomba venga posto il calco dei piedi della giovane nuora, quei piedi bianchi, sottili, sensuali, che lo avevano acceso di desiderio e che, in questo modo, lo faranno soffrire e godere anche nella tomba.

Non sarà l'amore celeste ad accompagnare il vecchio nell'oltretomba, ma quello terreno di Satsuko che anche dopo la morte continuerà a dominare su di lui, imponendosi con il suo incantevole piede, senza che lo spirito del vecchio abbia alcuna volontà di resisterle.

Citazioni presenti in questo libro:

"Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra."

“Vedendola coricata, anch'io mi sono disteso. La mia camera è molto piccola; per far girare aria ho acceso il condizionatore, ma, temendo il dolore alla mano, l'ho regolato sulla velocità più bassa. In questi giorni c'è un'aria così pesante e umida che il dottore e l'infermiera mi hanno consigliato di usarlo, non foss'altro per asciugare un po' l'umidità. Fingendo di dormire, guardavo le piccole punte delle pantofole cinesi di Satsuko che spuntavano dall'orlo della vestaglia. Piedi così delicatamente affusolati non si trovano spesso tra le giapponesi”.

“I piedi di Satsuko sono lunghi e delicati come sogliole. Satsuko si vanta di non riuscire a trovare calzature adatte ai suoi piedi: sono tutte troppo grandi.”

Un approccio diverso, sicuramente più fantasioso ed erotico, lo troviamo, invece, con "I piedi di Fumiko", un romanzo in cui il feticismo dei piedi è assolutamente esplicito. Lo stesso nome della protagonista, Fumiko, richiama il verbo fumu (calpestare).

Nel romanzo si racconta di una smisurata passione del protagonista maschile per i piedi di una ragazza che mantiene in casa propria. Una passione a cui non rinuncia neppure negli ultimi giorni della sua vita, continuando a mangiare il cibo direttamente dai piedi della ragazza.

Citazioni presenti in questo libro:

“Che Fumiko si fosse lasciata sedurre senza fare obiezioni era senza dubbio dovuto al fatto che aveva intuito che lui aveva poco da vivere, e dato che mirava a entrare in possesso della sua fortuna doveva per forza installarsi in casa.

Scoprii per la prima volta la presenza di questa donna misteriosa quando, proprio all'inizio dell'anno scorso, andai a trovarlo per fargli gli auguri di buon anno e per informarmi sul suo stato di salute”.

“I piedi non erano di un bianco uniforme: la parte intorno al tallone e verso la punta delle dita era velata di un rosa pallido e bordata di un rosso tenue. Quando li vidi, mi venne in mente un piatto estivo: fragole innaffiate di latte. Era proprio il colore del succo di fragola mescolato al latte, quello che si stemperava nelle curve dei piedi di Ofumi. Forse era una mia congettura maliziosa, ma mi chiesi se lei non avesse accettato con tanta sorprendente facilità di assumere quella posa opprimente solo con lo scopo di mettere in mostra i suoi splendidi piedi.

l mio sentimento verso i piedi dell'altro sesso - bastava che li vedessi ed ero colto immediatamente da un irresistibile sentimento di ammirazione, da uno strano processo psicologico per cui ero sul punto di adorarli come fossero divinità - era nascosto nei recessi del mio animo dal tempo dell'infanzia ma, resomi conto che si trattava di una sensazione detestabile e anormale anche per una mente infantile, mi comportai il più possibile in modo che non si venisse a sapere.”

“…nutriva dell'antipatia per la famiglia del vecchio, forse in questo modo si voleva prendere gioco di loro. Ma al tempo stesso, senza volerlo, il suo comportamento era molto misericordioso nei confronti dell'ammalato. Grazie a lei, il vecchio poté infatti esalare l'ultimo respiro in un'immensa gioia. Mentre moriva, avrà creduto che il bel piede sul suo viso fosse una nuvola purpurea, scesa dal cielo per accogliere la sua anima.”

“Forse è ridicolo adoperare la parola “espressione” per i piedi, ma sono convinto che anch’essi, come il viso, la possiedano. Anzi, sono convinto di capire se una donna è licenziosa e se una persona è crudele solo guardandone i piedi”.

 

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