La furniphilia - oggetti da arredamento umani. di GildaDuchessa - Articoli - FemDom il Regno

 
La furniphilia - oggetti da arredamento umani.
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La furniphilia - oggetti da arredamento umani.

BDSM


La furniphilia (italianizzata anche col termine fornifilia o furnifilia) è una pratica diffusa all’interno delle comunità FEMDOM e BDSM, che impiega attività basate sulla dominazione e sottomissione, dove la parte dominante impone alla parte sottomessa comportamenti e travestimenti del corpo, tali da renderla simile, nell'aspetto e/o nella funzione, a un oggetto da arredamento.


Il termine furniphilia deriva infatti dalla parola "philia", ovvero amore ricambiato, cioè quell'amore che si fonda sul principio di reciprocità: reciprocità di interesse, reciprocità del piacere, reciproco riconoscimento e dalla parola "furni", che è un' abbreviazione per furniture, che in inglese indica appunto l'oggettistica legata all'arredamento.

Con questa particolare pratica si tratta una forma di immobilizzazione simile a quella che avviene nel Bondage, ma con la furniphilia raramente vengono utilizzate corde o catene. Il sottomesso, dovendo adempiere una ben precisa funzione tipica di un oggetto, subisce una sorta di costrizione psicologica all'immobilità, più o meno duratura anche a seconda della sua capacità di resistere.
Gli oggetti più richiesti sono prevalentemente tavolini, poggiapiedi, sgabelli, posacenere, appendiabiti, poltrone, candelabri, tutti oggetti scelti dalla Padrona per soddisfare le proprie esigenze e rivolte anche al piacere di umiliare lo schiavo, portandolo a uno stato di degrado nel sentirsi trattato come uno dei tanti oggetto da arredamento dei quali lei fa uso quotidianamente. L'uso di uno slave come candelabro, ad esempio, può richiedere anche l'uso di candele e ciò implica al sottomesso, oltre una prova di resistenza alla posizione obbligata, anche una certa resistenza al dolore fisico, in quanto la cera può colare sulla pelle del soggetto, procurandogli bruciature e dolore.



Ciò che la pratica della furniphilia dona alla Padrona e al suo slave è l'emozione condivisa di tenere un uomo, e essere tenuto da una donna, immobilizzato in una certa posizione e situazione, per il puro piacere della Padrona. Anche quando lo schiavo rimane "solo" con i suoi pensieri, muto, immobile, dolorante, la Padrona sa di essere l'unica ragione per cui il suo sottomesso trova la forza per andare avanti. Anche quando la paura di cedere si fa strada in lui e arrivano mille pensieri opposti tra di loro ora gratificanti, tipo: " E' per me un onore immenso servire la padrona anche in questo modo, accettare tutto questa umiliazione per lei...ecc ecc". Ora umilianti, tipo: "Ecco come la Padrona mi ha ridotto, portato allo stato di un oggetto. Umiliato e trattato così, al pari di un oggetto da arredamento della sua casa". Lei sa di essere l'unica ragione della sua sopportazione.
Può capitare , però, che tra i pensieri succede di "distrarsi" un attimo ed ecco che la schiena si muove e il liquido nel bicchiere si muove e la padrona ne è infastidita e lo schiavo vieni punito. Anche questo, in fondo, è uno dei motivi per cui si pratica la furniphilia con il proprio sottomesso, per il divertimento di mettere alla prova le sue doti di resistenza fisica e mentale.
Da molti la furniphilia è considerata anche una pratica sessuale se la Padrona decide di usare il suo slave come mobilio umano, "travestendolo" da oggetto, lasciando esposte a sua disposizione solo le parti intime, pene e ano e la bocca. Molte Padrone e schiavi trovano questo tipo di situazione altamente erotica, per la vulnerabilità del sottomesso che non può muoversi e resta così esposto a disposizione della Padrona e, se la padrona lo desidera, anche delle sue/(suoi) ospiti.



Come abbiamo detto, nella pratica della furniphilia solitamente non si fanno uso di corde e legature varie ma il bondage, comunque, non viene totalmente escluso. In questo caso è bene non dimenticare MAI che l'esperienza e una certa preparazione nell'uso delle corde è essenziale!

Alcuni esempi di mobilio umano:

-Lo slave può essere utilizzato come tavolino appoggiando sulla sua schiena bicchieri e/o riviste. Mettendo lo schiavo a 4 zampe, vestito o nudo, si può appoggiare piatti e bicchieri direttamente sulla sua schiena o utilizzare una tavola per rendere il piano più grande e confortevole . Con l'asse sulla schiena , il Tavolino umano può essere usato per i pasti della giornata o per un aperitivo con le amiche e in questo caso lo slave può essere, ad esempio, fatto sistemare davanti alle signore, sedute sul divano.

-Una casa necessita di un posto dove appendere soprabiti e cappotti. L'uso dello slave in questo caso può essere quello di lasciarlo vicino alla porta a braccia aperte, in attesa di accogliere cappotto e accessori della Padrona: cappello, sciarpa, ombrello... Se l'uso è per una festa possiamo immaginare l'uomo coperto completamente di cappotti e accessori sia sulle braccia che sul capo.

-Lo slave, posizionato in un punto preciso della stanza, può essere usato come lampadario, tenendo in mano una luce o meglio ancora delle candele come un candelabro. Con il passare delle ore la candela colerà sulle sue mani, rendendo ancora più duro il suo lavoro.



Questi sono esempi di mia fantasia ma le situazioni che possiamo creare sono davvero tante.
Sardax, con i suoi disegni ce ne da un’idea, anche se fin troppo fantasiosa ma sicuramente coinvolgente. Nel suo fantastico mondo femdom, gli uomini sono destinati alla vita di servi e “oggetti” per vari usi, a disposizione di tutte le Donne.


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