Un invito, una sorpresa di amanda - Angolino delle sissy - FemDom il Regno

 
Un invito, una sorpresa
Pubblicato in: Angolino delle sissy

Un invito, una sorpresa

Sissy Maid


Il telefono squillò.

Sullo schermo comparve una scritta anche se la schermata del telefono era bloccata. Era una regola, quel numero di telefono avrebbe sempre dovuto far apparire il messaggio. Quale fosse era irrilevante. Questo la teneva costantemente sul chi va là, in tensione, in paranoia, in ansia.

Ed era quello che Lei voleva. L’aveva ammaestrata così, e così doveva stare.

Mai rilassata.

“Ciao troia!” diceva il messaggio.

Recuperò il telefono, il cuore era già in gola. Era un sabato mattina, non era al lavoro, ma era abbastanza presto da averla tenuta ancora nel letto.

“Buon giorno Signora... grazie per il Suo messaggio di buon giorno”

Il rituale era sempre quello.

Lei la insultava, lei ringraziava.

“Che fai oggi, cagna?”

Il ventre si contraeva sempre più intensamente, il cuore batteva e le tempie pulsavano. E non solo quelle.

“Nessun programma speciale, Signora. Posso chiedere perché?”

La forma era importante, non solo per una questione di rispetto. Ad Amanda piaceva usare la forma rispettosa e formale, era un esercizio che manteneva la mente sveglia. D’altro canto, tuttavia, la teneva sempre al suo posto, non le permetteva mai di uscire da quel suo stato di sottomissione e pressione emotiva.

“Allora vieni da me, ho bisogno di aiuto per sistemare una cosa”

Guardò l’orologio e valutò le sue possibilità. Non c’erano veri e propri obblighi, del resto era pur sempre una randagia. Ma se c’era la possibilità, si sarebbe mossa senza problemi. Se non avesse potuto, invece... beh... avrebbe messo in conto e scontato la volta successiva.

“Sì Signora, mi preparo e arrivo” rispose al messaggio.

“Brava cagna”

“Ah, vieni vestita da troia”

Un affondo al petto, il fiato venne meno.

“Sì... Signora”

Il cuore correva impazzito, i pensieri iniziavano ad annebbiarsi.

Indossò un perizoma, un body e quindi i collant. Pantaloni e camicia che sarebbero stati fatti togliere appena varcata la porta della Signora che l’aveva contattata per dei servigi quella mattina. C’era una profonda fiducia in Lei, ma sapeva perfettamente che il modo in cui sarebbe stata trattata dalla Signora non avrebbe avuto considerazione della sua vergogna o timidezza. La Donna sapeva perfettamente che Amanda sarebbe stata in silenzio per gran parte del tempo, ma anche che avrebbe eseguito i Suoi ordini con dovuta attenzione.

Arrivò sotto casa della Signora con la sua macchina.

Appena sulla porta, la Donna le diede il benvenuto. Indossava un paio di jeans, una maglietta, l’esatto opposto di quello che ci si sarebbe potuto aspettare da una Donna dominante. Del resto, perché avrebbe dovuto agghindarsi, era a casa Sua, poteva fare ciò che più Le aggradava. Purché stesse comoda e a Suo agio.

“Entra, sai cosa fare” disse la Signora chiudendo la porta.

Amanda tolse le scarpe, i pantaloni e la camicia. Il body aveva le coppe imbottite all’interno delle quali erano infilati due palloncini per far sembrare che avesse una terza abbondante.

La donna guardò la nuova arrivata sorridendo, e porgendole un rossetto fucsia che finì immediatamente sulle labbra di Amanda.

“Vieni” disse la Signora ed entrarono in soggiorno.

In piedi in mezzo alla grande stanza, di fronte al divano, attendeva una sissy con una tuta in lycra che avvolgeva quasi tutto il corpo, lasciando scoperto solo le mani e dal collo in su. Al collo, per l’appunto, indossava un grosso collare borchiato in cuoio e una parrucca bionda. Un corsetto le stringeva la vita, ai piedi indossava un paio di stivaletti con i tacchi. Un grembiulino bianco le cingeva la vita. Le mani erano incrociate sul ventre mentre attendeva il ritorno della Signora.

Nella stanza si diffondeva un leggero suono di musica, ma il battito del cuore e il pulsare del sangue nelle orecchie rendeva impossibile comprenderne la natura.

La Signora si sedette sulla Sua poltrona.

“Allora, Amanda. Lei è la mia nuova sissy, ho deciso di metterla alla prova per quasi tutta la settimana e mi ha soddisfatto molto vedere i risultati. Dal momento che ha fatto un buon lavoro e che tu sei la mia segretaria, mi aiuterai a pagare i suoi servigi”

Un sorriso di perversa cattiveria si dipinse sul volto della donna.

“Ho deciso che pagherò questa zoccoletta in natura, quindi comincia a metterti in ginocchio, troia”

Il volto di Amanda divampò di rosso, le vene sul collo pulsavano con ferocia mentre il sangue veniva pompato senza pietà da quell’affermazione.

La Signora si voltò verso la Sua nuova sissy.

“Hai visto, te l’avevo detto che è una cagna timida” rise nella Sua affermazione.

La sissy non riuscì a trattenere il sorriso a quella battuta e alla risata compiaciuta della Signora, che non sembrò offesa da quella perdita di controllo.

Anzi.

“Puoi ridere di lei, tanto non siete pari. Vero cagna?” domandò senza pietà.

Amanda annuì completamente travolta dalla vergogna più totale che la rese incapace di proferire parola.

La Signora si alzò e avvicinò alla sissy, accarezzandole l’interno coscia.

“Su tesoro, sono tre settimane che non godi, no? Sei stata brava questa settimana” sussurrò sensualmente alla cameriera che iniziava a tremare visibilmente in preda a una crescente eccitazione.

La Signora si voltò verso Amanda, il Suo sorriso era intriso di cattiveria. Allungò la mano verso Amanda e la afferrò per i capelli, spingendola in ginocchio, mentre la sissy stava già obbedendo e aprendo la cerniera della tuta in lycra, mostrando il suo desiderio e negazione accumulatisi.

La Donna si voltò nuovamente verso la Sua nuova cameriera e riprese con tono sensuale e gentile.

“Brava zoccoletta, visto che è la prima volta e che hai aspettato così a lungo, oggi ti pago lo stipendio doppio e persino un extra”

La mano della Donna prese il membro della Sua cameriera e iniziò ad accarezzarlo sfregandone la punta sulle labbra di Amanda che, nel frattempo continuava a tremare. La Signora guardò in basso, mantenendo il Suo tono sensuale e intrigante, un tono che Amanda non ebbe mai onore di sentire rivolto a Sé stessa se non quando era tenuta a umiliarsi.

“Su, sissina, spingiti pure dentro...” invitò.

Il membro della cameriera era turgido e smanioso di liberarsi, appoggiò la mano sulla testa di Amanda e si insinuò tra le sue labbra emettendo un profondo gemito di piacere.

“Ti piace?” le domandò la Donna mentre accompagnava la testa di Amanda avanti e indietro.

La sissy sussurrò e annaspò di nuovo.

“Ho chiesto se ti piace, zoccoletta” le rivolse nuovamente la domanda.

“Sì Padrona, mi piace” rispose la cameriera.

“Brava zoccola, continua” il tono della Donna si fece più imperativo, la mano sulla testa spingeva il membro della cameriera fino in fondo alla gola della Sua segretaria inginocchiata.

“Allora? È brava la troia?” domandò di nuovo sensualmente.

“Sì Padrona” rispose di nuovo l’altra.

“Sì cosa?” domandò la Donna.

“Sì Padrona, è brava” accennò nuovamente la cameriera.

La Donna strinse i capelli di Amanda facendola guaire e ingoiare sul membro in bocca.

“Dillo tutto, rispondi come si deve” incalzò di nuovo la Donna.

“Sì Padrona, è brava la troia” sibilò la voce della cameriera, seguita subito da un guaito quando Amanda deglutì nuovamente sul suo membro, sentendosi chiamare così dalla nuova arrivata.

“Ti piace?” domandò nuovamente la Donna.

“Sì Padrona, mi piace” rispose l’altra annaspando sempre più profondamente.

“Vuoi godere, troietta?” le domandò di nuovo quasi affettuosamente.

“Sì Padrona, voglio godere” rispose l’altra mentre intensi brividi le pervadevano la schiena e la facevano sussultare.

“Allora fatti succhiare il cazzo da questa troia e godile in gola” esclamò la Donna senza mezzi termini.

Quasi avesse fatto scattare un interruttore, il corpo della sissy venne scosso da un intenso spasmo e le sue mani afferrarono i capelli di Amanda, spingendo il suo membro pulsante in profondità nella sua gola. Durò qualche istante mentre nuovi spasmi iniziarono a spremere il suo caldo godimento in gola ad Amanda in ginocchio ai suoi piedi che, intanto, sentiva le lacrime di vergogna scorrere lungo le guance. Il caldo e denso seme accumulatosi in tre settimane di castità forzata si svuotò nella gola di Amanda che, a fatica, deglutì mentre rivoli di quel piacere iniziavano a scorrere lungo il mento.

Gli spasmi cessarono, la presa sulla testa di Amanda si allentò mentre la sissy sentiva le ginocchia tremare.

La Donna guardò la Sua nuova cameriera compiaciuta.

“Siediti pure zoccoletta, sei stata brava” le disse con affetto.

Guardò Amanda divertita nel vedere la sua umiliazione.

“Stai lì tu, cagna” le intimò mentre questa si stava asciugando il labbro inferiore ancora brillante di sperma della cameriera e il rossetto sbavato.

Si voltò nuovamente verso la Sua cameriera. Camminò dietro la sedia su cui si era seduta e insieme guardarono Amanda, in ginocchio in mezzo alla stanza, tremante e porpora in volto.

La Donna si chinò e abbracciò la nuova serva.

“Ti va bene lo stipendio?” le domandò.

La sissy ancora sospirava per l’esplosione di piacere provata poco prima.

“Sì Padrona, è persino troppo per me” rispose timidamente.

La Signora la invitò a guardare in direzione dell’altra.

“Vorresti dire che ho sbagliato a calcolare il tuo stipendio?” domandò provocatoriamente.

“No Padrona, certo che no” rispose prontamente l’altra.

“Ti piace godere come ricompensa?” domandò di nuovo la Donna.

“Sì Padrona”

“Ti piace godere nella bocca di quella troia della mia segretaria?” domandò ancora la Signora.

La cameriera guardò l’oggetto della domanda in ginocchio in mezzo alla stanza, incapace di trattenere la sua reazione. Il suo membro sussultò di nuovo e la Donna lo notò.

Del resto, era esattamente quello che voleva.

“Allora il tuo compenso per i servigi in casa mia sarà lei” indicò Amanda ritornando in piedi.

La cameriera fissò Amanda inginocchiata, tremante e incapace di proferire parola.

“E lo dovrai fare chiamandola per quello che è” aggiunse fissando la Sua cameriera.

“Padrona?” domandò lei.

La Donna si voltò verso Amanda.

“Vieni qui cagna. La mia troietta vuole godere di nuovo” disse.

L’altra sussultò intensamente, visibilmente paralizzata da quelle parole.

“Avanti, muoviti, troia” intimò la Donna.

Amanda si avvicinò a quattro zampe fino a trovarsi a fronteggiare nuovamente il desiderio della cameriera della Signora.

La Donna si abbassò per sussurrare qualcosa all’orecchio della Sua cameriera, quindi si sollevò divertita e soddisfatta. La sissy fissò la Signora quindi abbassò lo sguardo su Amanda tremante ai suoi piedi.

“Avanti, o così o sei licenziata” intimò.

Non aveva smesso di ridere.

La cameriera osservò la Donna, quindi abbassò lo sguardo su Amanda. Qualsiasi cosa le avesse detto la donna, l’aveva ulteriormente eccitata perché era nuovamente in erezione.

“Dai che ti piace l’idea... non è forse vero?” sussurrò ancora una volta la Donna.

La cameriera tremò, un intenso afflusso di sangue nel suo membro fu la risposta più evidente.

“Sì Padrona” rispose.

“Allora non indugiare oltre e fai quello che ti ho detto, zoccola” intimò ancora una volta la Donna.

La cameriera guardò Amanda, un brivido le attraversò la schiena. Allargò le gambe mentre il suo membro era nuovamente eretto e smanioso di godere.

“Vieni a succhiarmi il cazzo, troia” disse con voce tremante tra indecisione ed eccitazione.

La Donna sorrise con acuto ghigno di divertimento mentre Amanda quasi guaiva di vergogna. Si abbassò accanto a lei e sussurrò.

“Hai sentito cosa ha detto la Mia cameriera? Datti da fare, cagna” le disse.

Amanda si avvicinò, la cameriera si sentì più libera di agire e, con una mano sulla sua testa, la spinse su di sé affondando nella sua bocca. Lasciò sfuggire un caldo e abbandonato mugolo di piacere.

La Signora si abbassò nuovamente per dire qualcosa all’orecchio, prima di tornare a sedersi sulla poltrona accanto alla sedia, con un cellulare in mano.

“Oh sì... succhiami... succhiami ancora troia” mugolò la cameriera.

“Proprio una bella scenetta” sussurrò da lato la Donna.

“Ancora... succhia ancora...” la mano della cameriera stringeva i capelli di Amanda mentre si spingeva ancora più in profondità.

“Su su, godi zoccoletta, che voglio mandare il filmato alle mie amiche mentre riempi la gola di quella troia di Amanda” rise divertita la Donna.

Amanda aprì gli occhi, con la coda dell’occhio vide il telefono inquadrarla mentre concedeva il piacere alla cameriera di Lei. Sentì un crampo alla pancia che la fece guaire e lacrimare all’uniscono, mentre deglutiva in preda ad uno spasmo sul membro della cameriera. Questa lasciò uscire un rantolo di piacere mentre la lingua correva lungo il suo membro portandola ad un secondo orgasmo con tanto di guaiti mentre la mano teneva la testa di Amanda contro di sé.

Si abbandonò sulla sedia in preda al piacere più intenso, mentre Amanda riprendeva il respiro. Dal mento scorreva saliva mista allo sperma della cameriera. Tossì mentre le narici e le papille gustative venivano violentate da quella sensazione.

“Là... mandato...” disse la Donna compiaciuta.

Girò il telefono verso Amanda.

“Così ora Tutte le mie Amiche sanno che sei una troia succhiacazzi” rise la Signora.

“Brava troietta, da oggi sei di nuovo in castità fino al prossimo weekend, il tuo premio sarà settimanale. Se la cagna, qui, non potrà presentarsi un sabato, il pagamento andrà al weekend successivo, e potrai godere due volte, e così via, è chiaro?” domandò la Donna alla Sua cameriera.

Questa, nel frattempo, era tornata in piedi, troneggiava con la sua figura sopra Amanda ancora in ginocchio tremante e in lacrime di vergogna.

“Mi piace questa tua obbedienza” disse la Signora compiaciuta.

“Quindi se non dovessi pagarti per due weekend, al terzo weekend, quante volte potresti godere?” domandò la Donna sorridendo con cattiveria.

“Tre, Padrona” disse la cameriera senza perdere tempo.

La Donna rise di nuovo.

“Quante settimane sono che non venivi, zoccoletta?” domandò la Donna.

“Tre settimane, Padrona” rispose immediatamente la cameriera.

La Donna emise un ghigno compiaciuto.

“Amanda?” domandò senza distogliere lo sguardo dalla cameriera.

“Sai cosa devi fare, sissina, giusto?” domandò la Signora.

La cameriera inspirò profondamente, sorridendo per quella domanda.

“Desidera che venga di nuovo, Padrona?” domandò ubbidientemente.

“Ma sei bravissima! Meriti davvero il premio. Sei libera di sbatterti questa cagna come meglio desideri” rispose la Donna sorridendo e divertita oltre l’aspettativa.

La cameriera, in preda all’euforia e all’accettazione della Padrona abbassò lo sguardo verso Amanda, in ginocchio ai suoi piedi.

“Succhiami di nuovo il cazzo, troia” dichiarò senza indugio, invitandola a riprenderla in bocca.

La Donna osservava, comodamente seduta nella Sua poltrona, mentre ogni tanto scattava qualche foto.

“Quasi quasi, ti raddoppio lo stipendio già solo per quanto mi stai facendo divertire... quindi sarebbero... sei stipendi, di cui due pagati... tre con quello attuale, giusto?” affermò la Donna.

La cameriera si spinse in bocca di Amanda emanando un profondo gemito.

“Oddio sì... sì Padrona...” guaì.

“Amanda, mi sa che avrai un pomeriggio piuttosto intenso e... nutriente” rise sonoramente la Donna, lasciando intendere che quella situazione, non sarebbe affatto finita lì.

 

 

Post ispirato da una conversazione

Immagine di copertina: Kami Tora

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